La medicina tradizionale cinese

Le origini della medicina tradizionale cinese 

La medicina tradizionale cinese ebbe origine nel II-III sec. a.C. durante la dinastia Zhou, ad opera dell’attività degli sciamani (wu), che, ritenendo di essere un tramite tra il mondo terreno e quello ultraterreno, tentavano di risolvere i problemi di salute con riti divinatori, sacrificali e bevande a base di erbe, creando i primi rudimenti della medicina cinese. Raggiunse un certo sviluppo durante la dinastia Shang, prima civiltà a identificare le cause delle malattie e a suddividerle in relazione alla zona del corpo interessata. 

Nelle dinastie Qin e Han (III-II sec. a.C.) le conoscenze mediche raggiunte fino ad allora furono raccolte nel Classico di medicina interna dell’Imperatore Giallo e nel Classico di materia medica dell’Imperatore Shen Nong. Le opere, attribuite ai due imperatori per dar loro maggior prestigio ma, in realtà, realizzate da autori ignoti, arricchirono la medicina tradizionale di nuove conoscenze, diffondendo la teoria medica cinese e diventando i più antichi trattati di medicina tradizionale cinese allora conosciuti. Nel Periodo dei regni combattenti (475-221 a.C.) emersero i concetti base, lo Yin-Yang, il Qi, i meridiani, i punti di agopuntura e si diffusero numerose scuole di pensiero, intese come modi per classificare le dinamiche del corpo: 

  • scuola Taoista, portatrice del concetto del Tao e del concetto di Qi, elementi determinanti dei fenomeni naturali e dell’ energia corporea;
  • scuola Yin-Yang (naturalista), che introdusse la teoria dello yin-yang per interpretare la realtà;
  • scuola Confuciana, che stabilì il concetto di Ordine e Modello, secondo una gerarchia di organi e visceri. In quel periodo furono scritti tre testi: lo Shennong Bencao Jing sulla farmacologia applicata, il Trattato delle malattie febbrili e miste, relativo a diagnostica e terapia, e il Classico di agopuntura e moxibustione, che trattava in maniera approfondita la pratica dell’agopuntura e della moxibustione con indicazione di 649 agopunti.

Le dinastie successive (Dinastia Jin e Dinastia del Nord e del Sud) portarono avanti lo sviluppo della medicina cinese, arricchendo i testi con pratiche manuali, punti e meridiani.

La visione olistica

L’antica medicina tradizionale cinese si fonda su una visione olistica (dal greco ὅλος-totale) della realtà: l’uomo è considerato nella sua interezza, comprendente sia la parte corporea, sia la parte mentale e spirituale, è un tutto, unico e indivisibile ed esiste una forte connessione tra mente, corpo e spirito. E’ connesso all’ambiente che lo circonda. Essa non valuta le singole malattie, ma pone al centro l’uomo con i suoi disturbi specifici: le malattie si originano da uno squilibrio del flusso energetico e sono legate non solo ai sintomi, ma anche all’aspetto psichico, all’energia e all’emotività. Essere sani non significa non avere malattie, ma godere di uno stato di benessere che abbraccia tutto l’organismo. I disturbi si ripercuotono sulla mente, così come una qualsiasi emozione influisce sullo stato di salute di tutto l’organismo; ogni squilibrio fisico che si manifesta nasce da un punto preciso in cui si avverte fastidio; i dolori sono “dolori riflessi”, perchè segnalano, attraverso un sintomo, che un organo del corpo non sta funzionando. Gli organi del corpo sono correlati alle emozioni, perchè si ritiene che la malattia derivi dalla forza vitale, quindi l’equilibrio emotivo assume un’importanza fondamentale per la salute dell’organismo. Questa visione olistica permette di trattare le cause profonde dei disturbi e non solo i sintomi. Concetto chiave, questo, che la discosta dalla medicina occidentale. 

I principi fondamentali

Uno dei pilastri della medicina tradizionale cinese è la Teoria dei Cinque Elementi, nella quale le energie che si manifestano nell’organismo umano e che sono alla base dell’Universo sono rappresentate simbolicamente da legno, fuoco, terra, metallo e acqua; essi  interagiscono tra loro e la vita è il risultato di questa combinazione. Ogni elemento, infatti, simboleggia una stagione, un organo interno, uno stato emotivo e una patologia: 

  • il legno rappresenta la forza vitale; è associato alla primavera, al fegato, alla rabbia e alle emicranie, all’ira e ai problemi digestivi;
  • il fuoco rappresenta la passione e la vitalità; perciò è associato all’estate, stagione calda, al cuore, alla gioia e all’ansia e ai problemi cardiaci;
  • la terra rappresenta la stabilità e l’equilibrio tra le stagioni; è connessa a milza e pancreas, al pensiero, alle preoccupazioni e alla stanchezza;
  • il metallo rappresenta la purezza e la precisione; è legato all’autunno, ai polmoni, alla tristezza, a problemi respiratori e alla depressione;
  • l’acqua rappresenta la fluidità e la forza; è legata all’inverno, ai reni, alla paura e all’ansia e ai problemi renali.

L’equilibrio armonioso e l’interazione tra questi cinque elementi sono necessari per mantenere un costante stato di benessere e attivare un equilibrio dinamico tra corpo e mente, in cui ogni elemento influisce su tutti gli aspetti della vita. 

La teoria dello Yin-Yang

Altro principio cardine è la Teoria dello Yin-Yang, che esprime una visione naturalistica della vita e vede il benessere come equilibrio tra Yin e Yang nel corpo. Il Tao, che significa cammino verso la perfezione, è centro e motore impercettibile di ogni elemento esistente. Rappresenta l’essenza dell’Universo, l’ordine naturale che regola il cosmo e il principio che connette tutte le cose. E’ uno dei fondamenti del pensiero cinese e base della filosofia taoista. Il suo simbolo è il Taijitu, il noto cerchio diviso da una linea curva in due metà opposte e complementari: lo Yin rappresenta l’aspetto femminile, interno, freddo e oscuro di ogni fenomeno, è associato alla notte e all’introspezione; lo Yang, invece, ne è l’aspetto maschile, creativo, caldo e luminoso, ed è associato al giorno, al movimento e al sole. Le due polarità, energia (Yang) e materia (Yin), sono poli opposti di tutte le possibili forme di vita; la linea curva evidenzia che non si scontrano mai, ma si completano l’uno nell’altro.

La fitoterapia 

Il Taijitu, simbolo del Tao

Essenziale nella medicina tradizionale cinese è la fitoterapia, che trae vantaggio dalle proprietà medicinali delle piante officinali e delle erbe per curare le malattie. Mentre nella fitoterapia occidentale si sfruttano le proprietà chimiche delle piante, la medicina cinese considera anche le interazioni tra le diverse erbe, utili per creare trattamenti più personalizzati. E’ una delle più antiche forme di medicina naturale, che si basa sul concetto che la salute dipenda dall’equilibrio tra Yin e Yang e dal corretto flusso dell’energia vitale (Qi) e utilizza le proprietà delle piante per ripristinare l’equilibrio dell’organismo. Queste vengono classificate in base al sapore e agli organi su cui agiscono e ogni rimedio ha una funzione specifica, dovuta alle particolari proprietà terapeutiche, come tonificare l’energia, eliminare l’umidità o armonizzare i meridiani. Tra le più usate ci sono il Ginseng, noto per le sue capacità tonificanti e antistress, la Radice di Astragalo, utile per rafforzare il sistema immunitario e il Rehmannia usato per riequilibrare gli squilibri interni. Ogni pianta viene selezionata in base ai diversi disturbi del paziente. 

La fitoterapia fa uso anche di infusi di fiori o erbe, realizzati ponendo uno o due cucchiaini di fiori secchi in infusione in una tazza di acqua calda. I più comuni sono: 

  • fiori di Jin Yin Hua (Lonicera japonica): sono fiori di lonicera, usati per curare raffreddori, influenze, mal di gola, infezioni della pelle. Ricchi di vitamina C, acido salicilico, potassio, magnesio, antiossidanti, bioflavonoidi, e altri nutrienti essenziali, hanno dimostrate proprietà antibiotiche e un gradevole sapore di vaniglia.
  • fiori di Ju Hua (Chrysanthemum): sono fiori di crisantemo, ricchi di principi attivi, come flavonoidi, saponine, acido caffeico e acido clorogenico, utile per stimolare il metabolismo. Regolano la pressione alta, alleviano le cefalee, i dolori muscolari, e il raffreddore, sfiammano gli occhi;
  • hong hua (Carthamus tinctorium): i suoi fiori rossi sono usati per curare disturbi mestruali, perché fluidificano il sangue e stimolano la circolazione. Dotati di proprietà trombolitiche, sono utili anche contro i dolori articolari. 

Le pratiche manuali

Le pratiche manuali alla base della medicina cinese, tutt’oggi utilizzate, sono l’agopuntura, la moxibustione, la coppettazione, la digitopressione e i massaggi, l’arte del movimento. Tutte sono mirate ad alleviare il dolore e a ridurre lo stress.

L’agopuntura (Zhen fa) era usata anticamente per contrastare le malattie, viste come spiriti maligni da eliminare tramite l’infissione nella pelle di aghi di bronzo o stagno, o spine di piante. Oggi consiste nell’inserimento di aghi sottilissimi in punti specifici del corpo, detti meridiani, in cui scorre l’energia vitale (Qi), per stimolare il flusso di energia (Qi). 

Le tecniche complementari all’agopuntura: la moxibustione e la coppettazione

La moxibustione consiste nel riscaldare i vari punti dell’agopuntura bruciando coni o sigari di foglie essiccate di artemisia (artemisia vulgaris), pianta medicinale dalle note proprietà terapeutiche, le quali vengono rilasciate e penetrano nella pelle, riattivando il flusso energetico lungo i meridiani. La coppettazione si effettua con l’ausilio di coppette di vetro applicate in vari punti del corpo, in cui creano un effetto sottovuoto e rimettono in movimento l’energia (Qi) e il sangue (Xue) sottostante, il cui blocco provoca dolore. 

Le tecniche manuali: la digitopressione e i massaggi

La digitopressione si esercita con la pressione delle dita su punti meridiani del corpo, corrispondenti ad un organo, per stimolarne il flusso di energia. I massaggi Tuina si effettuano con tecniche manipolatorie usando le mani o gli avambracci e i gomiti. Più dinamici della semplice pressione, agiscono sul sistema tendino-muscolare e osteo-articolare dei meridiani e dei punti di agopuntura.

Gli esercizi terapeutici

L’arte del movimento (Qi Gong, Yoga, e Thai Ji Quancombinazione di movimento ed energia), che per la medicina tradizionale cinese è la migliore terapia, integra esercizio fisico, tecniche di respirazione e meditazione. I movimenti continui del corpo fanno tendere e rilassare i muscoli e con la respirazione riattivano il flusso energetico (Qi), che, se mantenuto costante, dà una maggiore resistenza del corpo, capace così di affrontare nuovi problemi.

La varietà dell’alimentazione

Rilevante nella medicina cinese è anche la nutrizione, considerata un’importante fonte di energia che influisce sullo stato di salute di tutto l’organismo. La dietetica cinese utilizza ricette antiche a base di sapori di stagione e prodotti freschi; studia le caratteristiche degli alimenti e le loro proprietà energetiche e dà molta importanza alla varietà dell’alimentazione al fine di bilanciare Yin e Yang

La diffusione della medicina tradizionale cinese nel mondo

Scienza orientale millenaria dalla saggezza antica, è andata pian piano affermandosi anche in Occidente. Ha avuto nel tempo uno sviluppo progressivo fino a diventare oggi una medicina integrativa di quella occidentale. Riconosciuta come medicina naturale, negli ultimi anni sta ottenendo una grande risposta dai paesi occidentali dove tante persone fanno richiesta dei suoi trattamenti. Molti principi della medicina tradizionale cinese trovano conferma anche nella scienza moderna; numerosi studi, infatti, hanno confermato l’efficacia della fitoterapia cinese come soluzione a diversi problemi di salute. Nel 2013 l’Unesco ha definito la medicina cinese “patrimonio dell’umanità” con la seguente motivazione: “ l’agopuntura e la moxibustione regolano le funzioni del corpo e portano la salute ai pazienti”. Riconoscimento che si aggiunge ai tanti che in questi anni hanno annoverato l’agopuntura tra le tante tecniche terapeutiche riconosciute in tutto il mondo scientifico. 

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