La nascita e l’evoluzione dei cubetti nel tempo
Nella Francia della prima metà dell’800, durante il periodo della Belle Epoque, il macellaio parigino Adolphe-Baptiste Duval ebbe l’idea di cucinare nella sua bottega carne stufata in brodo, cotta in grosse pentole chiamate marmittes, per servire un pasto caldo e sostanzioso agli operai. Diede origine, così, al bouillon, uno stufato di manzo in brodo, che fu apprezzato da molti perchè era un piatto unico nutriente ed economico.
Il termine bouillon divenne, ben presto, non più solo il nome dello stufato ma anche il modo di indicare il luogo di ritrovo dove si poteva consumarlo. Nel giro di pochi anni, nei vari quartieri della città si diffusero altri bouillons, accoglienti taverne che offrivano pietanze calde a prezzi modici. E ancora oggi a Parigi è possibile gustare la cucina tradizionale francese nei caratteristici bouillons.
Gli studi di von Liebig
Al barone Justus von Liebig, un chimico tedesco molto noto in Europa nel XIX secolo, si deve l’invenzione dell’estratto del brodo di carne. Nel corso delle sue ricerche sul metabolismo delle piante e degli animali studiò la carne e i suoi elementi nutritivi. Osservò che quando la carne spezzettata veniva cotta lentamente in acqua calda, le proteine in essa contenute erano assorbite dall’acqua durante la bollitura, insieme a tutte le sostanze nutritive. Il brodo ottenuto risultava essere molto ricco e gustoso e rappresentava un alimento adatto al sostentamento della maggior parte della popolazione, soggetta in quegli anni a povertà e malnutrizione, come alternativa economica e nutriente alla carne.
Liebig pensò che facendo restringere il brodo si poteva ottenere un estratto concentrato che, sciolto nell’acqua, lo ricreava; e questo poteva essere un ottimo modo per migliorare il livello di nutrizione delle persone. Nel 1844 ne descrisse la ricetta nella sua opera Lettere di Chimica (Chemische Briefe), che l’ingegnere tedesco Giebert, residente in Uruguay, ebbe modo di leggere e, interessato all’invenzione di Liebig, gli propose di iniziare una produzione su scala industriale a Fray Bentos in Uruguay.
La produzione ebbe inizio nel 1862 e nel 1865 fu fondata la Liebig’s Extract of Meat Company, dove si continuò a produrre l’estratto di carne in vasetti di vetro e a distribuirlo in altri paesi. Liebig decise poi di pubblicizzarlo con le famose figurine Liebig, secondo la moda diffusasi in Francia in quegli anni per reclamizzare i prodotti. Nel 1889, l’azienda cambiò il suo nome in Lemco (dalle iniziali della società di origine), per essere poi acquistata successivamente dalla società inglese Oxo, che produsse un brodo liquido con il marchio Oxo.

Negli ultimi anni del XIX secolo, Julius Maggi riprese l’intuizione avuta da von Liebig mettendo a punto un preparato in cubetti a base di estratto di carne concentrato, cereali e semi oleosi, facilmente solubile in acqua calda, da cui ottenere un condimento ricco e sostanzioso. Era riuscito a realizzare l’idea di von Liebig, trasformandola in un prodotto da commercializzare e, nel 1908, introdusse in Europa il primo dado da brodo compatto, con il nome di bouillon wurfel o bouillon kub.
I cubetti da brodo furono un’evoluzione della tradizione del brodo. Largamente usati dalla popolazione sia come sostituto della carne, sia per la loro praticità d’uso e il basso costo, si diffusero soprattutto nei primi anni del Novecento, nel periodo delle due grandi guerre, quando le leggi sul razionamento del cibo limitavano il consumo di carne e le famiglie erano in difficoltà. In quegli anni, altre aziende produttrici come Oxo e Knorr entrarono in commercio con i propri dadi da brodo e lanciarono il prodotto sui mercati europei, avendo intuito la necessità di usare cibi disidratati per sfamare operai e soldati.
Dagli anni ottanta agli anni duemila: gli instant coffee e i microdrink compatti
Altro esempio di prodotto solubile è il caffè istantaneo, più noto con il nome di instant coffee. I primi prototipi di caffè solubile si ebbero durante la guerra civile americana, durante la quale i soldati bevevano un concentrato di caffè, latte e zucchero unito ad acqua calda, chiamato essence of coffee. Ma il primo vero caffè solubile fu brevettato nel 1881 dal francese Alphonse Allais; successivamente, nel 1890 il neozelandese David Strang sviluppò una sua idea di caffè solubile con il sistema dry hot air, che brevettò con il nome commerciale di Strang’s Coffee; poi, nel 1909, George Constant Louis Washington diffuse un altro processo per creare caffè solubile, che iniziò a commercializzare dall’anno seguente.

Il caffè solubile ha riscosso successo fin dai primi utilizzi. Pratico e facile da usare, basta sciogliere uno o due cucchiaini in una tazza d’acqua calda, mescolare ed è subito pronto da bere. Ottenuto con lavorazioni industriali complesse, come la liofilizzazione dei chicchi di caffè prima tostati negli impianti di torrefazione, poi macinati finemente, e infine essiccati per rimuovere l’acqua, risulta pratico e veloce da usare: basta sciogliere uno o due cucchiaini in una tazza d’acqua calda e mescolare ed è subito pronto da bere.
I microdrink compatti
Presenti sul mercato sin dai primi anni duemila, i microdrink, realizzati in forma di cubetti idrosolubili o di bustine in polvere, dal sapore fruttato e aromatizzato, hanno innovato il settore alimentare e il segmento del beverage, stravolgendo il modo di bere anche un semplice bicchiere d’acqua che diventa più gradevole al gusto, introducendo le bevande ready-to-drink.
Sono piccoli cubetti molto compatti da sciogliere in acqua, realizzati in un formato di piccole dimensioni e sempre a portata di mano; ma contenendo sostanze che creano effervescenza, hanno tempi di dissoluzione più lenti e residui di polvere, vanno mescolati e, per questo, non sono facilmente adattabili all’uso in altri segmenti commerciali.
La nostra visione nel futuro
Nel 2025 la nostra startup IODO progetta i suoi cubetti innovativi. Nasce una nuova generazione di formati funzionali, caratterizzata dall’uso di una tecnologia innovativa, precisione del dosaggio, rapidità di dissoluzione in acqua senza residui di polvere, personalizzazione degli ingredienti attivi, degli aromi, della forma e del packaging, versatilità e funzionalità ma, soprattutto, rafforzata da una riduzione notevole della quantità di plastica utilizzata.
Ipotizziamo che in futuro possano essere impiegati in più ambiti e a 360°, con principi attivi veicolati non più con liquidi instabili ma attraverso unità compatte e solide, ideali per una somministrazione solubile, precisa nella dose, efficiente, adattabile e personalizzabile. Immaginiamo di poter spaziare dal settore alimentare con la nutraceutica, in cui gli integratori alimentari di vitamine e sali minerali saranno progettati in formati sempre più innovativi, in forma di cubetti concentrati, fino al settore della cosmesi waterless, vera svolta nella skincare quotidiana, in cui già si realizzano prodotti per il make up con più ingredienti naturali e sostanze nutritive, bassa percentuale d’acqua e meno conservanti chimici.
Un altro settore in cui riteniamo che i nostri cubetti possano trovare applicazione è quello dei prodotti per la casa, dove potranno essere di grande utilità per la loro funzione e per il minor spazio occupato nei mobili, date le loro piccole dimensioni. Sarà semplice ottenere da un piccolo cubetto un nuovo detersivo liquido per lavare i piatti o per i pavimenti: basterà scioglierne uno in una bottiglia d’acqua e si otterrà un detersivo pronto all’uso, con il profumo che preferiamo e, che, una volta terminato, sarà possibile ricreare, perchè avremo sicuramente provveduto a fare una bella scorta di cubetti per detersivi, ottenendo due vantaggi in uno: meno plastica e più spazio e velocità d’uso.
La nostra mission punterà a raggiungere obiettivi sempre più alti, mettendo sempre al primo posto le richieste dei consumatori per fornire un risultato di qualità. Da utilizzare per bevande aromatizzate, come alternativa nei prodotti per il make up, per assumere un integratore vitaminico o bere un velocissimo caffè solubile, sono davvero una svolta e il futuro non può che vederli protagonisti.
Saranno il cambiamento da abbracciare in un mondo che non vuole più essere sommerso dalla plastica e che, per questo, deve fare del rispetto ambientale la sua priorità.





