Dopo una lunga ed estenuante giornata in cui abbiamo affrontato problemi e impegni di ogni genere, è facile sentirsi a terra, mentalmente e fisicamente. Trovare un momento tutto per noi isolandoci dal resto è ciò di cui abbiamo più bisogno, perché è il nostro corpo a chiedercelo. Ignorare i segnali che ci invia sarebbe come non accorgersi di una spia luminosa che pulsa silenziosamente, tentando di dirci qualcosa. Ingabbiati nella frenetica routine, spesso sottovalutiamo l’importanza del benessere personale e dare spazio a noi stessi, quindi, diventa sempre più difficile. Ciò è diretta conseguenza di un modo di vivere tipicamente occidentale: convulso ed esigente, produttivo ma asfissiante.
Perché abbiamo bisogno di un rituale da bere
I ritmi stressanti cui siamo sottoposti assorbono buona parte delle nostre energie e ricaricarsi per ricominciare è essenziale. Concedersi una pausa di serenità rifugiandosi nell’angolo preferito della casa per godersi un momento di relax a tutto tondo, è un bisogno primario che dobbiamo ascoltare e soddisfare, perché anche il relax merita attenzione.Una sana abitudine da inserire nella routine come un appuntamento fisso, per ritagliarci uno spazio di tranquillità e trasformarlo in un impegno costante da dedicare a sé ogni giorno, anche solo per poco tempo e non soltanto nel fine settimana.
Una parentesi rigenerante che deve diventare il traguardo da raggiungere a fine giornata, come una sorta di conquista da cui ripartire per affrontare con più energia il giorno dopo. Iniziare bene la giornata influenza il nostro umore e tutto ciò che ne deriva ed è fondamentale per allontanare lo stress.

Benessere e relax nei piccoli gesti quotidiani
La cura di sé passa per i piccoli gesti quotidiani, fin dal mattino. Svegliarsi e bere un bicchiere d’acqua per mantenersi idratati, seguire un’alimentazione nutriente e bilanciata, fare lunghe passeggiate a piedi o in bicicletta, sono abitudini salutari.
Regalarsi un po’ di tempo per incontrare gli amici, staccandosi dall’inseparabile smartphone e dal pc, o per leggere un buon libro e sfogliare una rivista, con un piacevole sottofondo musicale alla luce soffusa di una candela profumata che riscalda l’ambiente, o per sorseggiare una tisana aromatica, è la meritata ricompensa dopo un’intensa giornata di lavoro. Sono atti d’amore verso noi stessi che ci aiutano a non perdere mai di vista il potere del relax. Tutto questo ci rigenera e mantiene stabile l’equilibrio corpo-mente, regalandoci una forte armonia interiore.
Bevande e rituali: un ponte tra socialità e benessere
Il benessere è da sempre associato anche alle bevande, dalle calde tisane rilassanti alle bibite più veloci, fino al caffè e al tè o al vino, ritenute bevande di tradizione sociale. Spesso protagoniste di momenti di convivialità, l’uomo ne ha fatto sempre più uso nel corso del tempo, riversando nei tipici rituali che le accompagnano le tradizioni culturali del proprio paese.
Oggi il tè e il caffè sono tra le bevande più consumate al mondo e si integrano nella vita quotidiana rappresentando un momento di socialità, aggregazione e condivisione tra le persone.
La nascita del caffè in Europa
Diffusosi in Europa nel XVI secolo grazie ai traffici commerciali con l’Oriente, per il suo colore scuro e l’aroma intenso, il caffè fu considerato, nei primi tempi, la “bevanda di Satana” e contrastato anche dalla Chiesa, fin quando il Papa Clemente VIII, dopo averlo assaggiato, lo benedisse e diede il suo consenso al consumo; da allora il caffè iniziò a farsi conoscere in Europa.

Nel corso del XVII secolo in molte città europee e italiane nacquero i primi caffè letterari. Inizialmente frequentati dai grandi uomini del tempo, scrittori, filosofi, intellettuali, artisti, che vi si incontravano per conversare di letteratura e politica davanti a un buon caffè, questi locali diventarono poi accessibili anche al popolo comune e il caffè si affermò come una “bevanda sociale” da degustare insieme. In Italia la prima caffetteria fu fondata a Venezia in piazza San Marco nel 1683, con il nome di Bottega del Caffè. Gli anni tra il 1720 e il 1760 furono un periodo di grande sviluppo delle caffetterie, infatti molte ne sorsero a Venezia, tra cui il noto Caffè Florian, ancora oggi simbolo della città, il Caffè Greco a Roma, il Gran Caffè Gambrinus a Napoli, o i tanti caffè storici di Trieste.
I rituali e le tradizioni del caffè nel mondo
Molto più di una semplice bevanda, il caffè è un vero e proprio rituale che unisce tradizioni religiose e culturali di ogni angolo del mondo. Il modo in cui il caffè viene servito e preparato varia da nazione a nazione, ma generalmente viene accompagnato da dolci e pasticcini.
In Messico si usa servire il “café de olla”, preparato con cannella e zucchero di canna, accompagnato dalla “concha”, una pasta dolce fatta con pasta lievitata e decorazioni di zucchero.
In Turchia, invece, c’è un rituale molto particolare che prevede un caffè molto forte e zuccherato, secondo un antico proverbio turco che dice: “Cibo dolce, chiacchiere dolci. Un dibattito serio si fa con una tazza di caffè“. Il caffè turco (Türk kahvesi) si prepara facendo bollire sul fuoco acqua con caffè macinato e zucchero, o riscaldandola nel cezve, un particolare bricco di ottone, sulla sabbia bollente. Quando l’acqua bolle, si toglie dal fuoco e si versa nella tazzina. Il caffè ottenuto ha una consistenza densa e viene fatto decantare per far depositare il residuo sul fondo delle tazzine. Questo assume forme particolari, che vengono interpretate nella pratica tipicamente turca della lettura dei fondi di caffè, chiamata caffeomanzia.

In Italia, culla dell’espresso, c’è un vero e proprio culto del caffè. Ogni regione ha la sua variante tipica e le diversità sono sia nella preparazione, sia nella miscela utilizzata; ad esempio nelle Marche si serve il “caffè anisette” aromatizzato all’anice; in Sicilia, si usa bere il “caffé d’u parrinu”, caffè con aromi di chiodi di garofano, cannella e cacao.
ll caffè per noi è un rito quotidiano, una passione, una sorta di legame universale che unisce le persone. Una tazzina di caffè è tante cose: è un piccolo piacere tra un impegno e l’altro, la nota dolce che chiude un pranzo, è gusto e ricarica, è ospitalità e stare insieme, un gesto d’affetto, è condivisione e socialità.

Il caffè più bevuto al bar è l’espresso denso e cremoso, servito in una tazzina bollente e accompagnato da un bicchiere d’acqua per pulire il palato prima di berlo. Nelle sue tante varianti lo beviamo decaffeinato, macchiato, con panna o corretto, ma d’estate lo si può gustare anche in versione fredda, shakerato con ghiaccio; lo si prepara a casa con la classica moka o con metodi alternativi veloci come le cialde e le capsule o, per gli amanti della tradizione napoletana, con la tipica cuccumella.
Negli ultimi tempi si è diffusa la tendenza del caffè speziato, una buona idea per gustare, anche nelle fredde serate invernali, un mix di sapori che racchiude la robustezza del caffè e l’aroma delle spezie, con l’aggiunta di biscotti o di una fetta di torta. Dal 2015 è stata istituita la Giornata Internazionale del Caffè, che si celebra il 1° ottobre, per evidenziare l’importanza e approfondire la conoscenza del caffè.
Il tè
La leggenda narra che il tè sia stato scoperto dall’imperatore cinese Shen Nong nel 2737 a.C., che era solito bere acqua calda. Un giorno delle foglie di camelia sinensis caddero per caso nella sua tazza, dando origine per la prima volta al tè. Nonostante sia una leggenda, è vero che il consumo di foglie di camelia sinensis in Cina era molto diffuso, tant’è che gli antenati dei cinesi erano soliti mangiarle nelle zuppe o masticarle per le loro proprietà medicinali.

I rituali del tè nel mondo
Il tè fa parte delle abitudini di interi popoli e ogni nazione ha il suo modo di prepararlo, berlo e servirlo: tè nero o tè verde, bevuto puro in molti casi, con zucchero, o aggiunta di spezie, latte, limone o foglie di menta. In Europa e in Oriente prevalgono le tazze e le teiere di porcellana, in Turchia e nei Paesi arabi si usano piccoli bicchieri di vetro.
In Cina il tè è considerato una delle sette necessità quotidiane e la preparazione secondo la tradizione è lunga e precisa, una vera e propria arte. Un antico detto cinese recita: “L’acqua è la madre del tè, la teiera suo padre ed il fuoco il suo maestro”.
In Marocco bere e offrire tè alla menta è un gesto di ospitalità e amicizia, nel rispetto della tradizione nord africana. Tè verde, foglie fresche di menta e molto zucchero: questi sono gli ingredienti del tè marocchino, versato con gesti lenti, secondo un rituale molto antico.
L’India è oggi il paese che consuma più tè al mondo: si beve il chai, tè nero con latte e zucchero o più frequentemente il masala chai aromatizzato con cardamomo, cannella, zenzero o altre spezie.
Nel Regno Unito è per lo più consumato come bevanda pomeridiana tanto da essere noto come l’afternoon tea, il celebre tè delle cinque. Fu introdotto nel XIX secolo dalla duchessa di Bedford per abbreviare il lasso di tempo tra pranzo e cena. Oggi lo si degusta generalmente nelle famose “sale da tè”, molto diffuse nel Regno Unito, ma anche a colazione o in altri momenti della giornata.
In Italia il tè, in particolare il tè verde, è molto apprezzato perchè ricco di antiossidanti per la presenza di polifenoli e catechine, che preservano le cellule dallo stress ossidativo e dall’invecchiamento, e per avere il beneficio di tenere sotto controllo il metabolismo e la pressione corporea. E’ considerato una bevanda sociale che si consuma in gruppo in occasione di momenti conviviali, in casa o nelle sale da tè, accompagnato da pasticcini e diluito con latte o limone.
Il rituale del 2025: il nostro Plop!
Il ritmo di vita frenetico da cui siamo travolti ci induce a porre poca attenzione su ciò che scegliamo per un break, preferendo il più delle volte prodotti inutili, poco salutari e nocivi, come bevande gassate e zuccherate, snack confezionati dolci o salati, cibi pronti, che sono solo alcuni esempi di quel junk food (cibo spazzatura) tanto esaltato dalla pubblicità da diventare irresistibile e troppo presente nel nostro stile alimentare. Niente di più sbagliato, quindi, usarlo nelle nostre pause di relax.
Oggi Iodo introduce un nuovo rituale nel panorama del beverage: Plop!, il cubetto aromatizzato solubile in acqua, per gustare una sana bevanda dal sapore fruttato, la scelta giusta da regalarsi per immergersi in un momento di relax. Ideale e salutare per la presenza di sali minerali e per l’aroma di frutta, Plop! non ha zuccheri aggiunti e conservanti, disseta con gusto e dà un’idratazione istantanea per i rapidi tempi di dissoluzione, influendo positivamente sul benessere corporeo.
Da bere per un drink in compagnia degli amici o nella quiete di casa propria, Plop! incarna il tanto atteso momento di benessere per concedersi una coccola sensoriale ogni volta che si vuole. Tutto quello che serve è una borraccia, poi il resto lo fa Plop!: basta sciogliere il cubetto dal gusto preferito in 400 o 600 ml di acqua, agitare la borraccia e il gioco è fatto! Si gusta una deliziosa bevanda dalla fragranza fruttata che dà quel tocco di energia e vitalità necessario.
Alcuni rituali per gustare il nostro Plop!
Molto apprezzato da più tipologie di persone, soprattutto dagli sportivi, che durante l’attività fisica o dopo aver terminato il loro programma di allenamento in palestra, amano bere una bevanda energizzante, utile soprattutto per reintegrare i sali minerali persi con il sudore; così, nella borraccia piena d’acqua che portano nella sacca, lasciano sciogliere un cubetto solubile Plop! e in pochi minuti hanno pronta una bevanda gustosa e rinvigorente, che li ritempra dallo sforzo fisico.

Ma c’è anche chi preferisce gustare Plop! a colazione, sciogliendo un cubetto al gusto menta nel latte freddo, creando così un’alternativa al classico latte e caffè e una bevanda dall’aroma un po’ pungente ma decisamente rinfrescante. C’è chi lo porta con sé per berlo durante una pausa al lavoro, per condividere una buona bevanda aromatizzata con i colleghi invece di una sigaretta, e fare due chiacchiere in allegria; o chi opta per un Plop! pomeridiano, come delizioso accompagnamento a uno spuntino per staccare un attimo dallo studio. E c’è, poi, chi lo usa semplicemente per bere di più, non riuscendo a bere la quantità d’acqua giornaliera consigliata (2,5 lt. al giorno): la sua acqua aromatizzata aiuta a mantenersi idratati e in buona salute, bevendo con gusto.
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Plop! è sì un fast-drink, ma di quelli buoni: salutare, fresco e pratico, da portare in tasca o nella borsa, tenerlo a portata di mano è molto semplice! Un vero alleato del benessere, che dà equilibrio al corpo per i suoi tantissimi benefici. D’altronde anche i Romani credevano nell’importanza di una mens sana in corpore sano…
Che sia grazie a un buon tè, a un corposo caffè o alla delicata aromaticità dei nostri Plop!, sarebbero di sicuro interessati al nostro modo di arricchire il benessere! E tu quale tipo di rituale immagineresti per bere il tuo Plop! ? Faccelo sapere, siamo curiosi!




